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Archivi del mese: settembre 2014

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(Sulla foto: On.le Mara Bizzotto, il conduttore televisivo Luigi Gandi, l’On.le Cècile Kyenge e Daniele Mariutto)

Strasburgo, settembre 2014

Dal “vox box” del Parlamento Europeo a Strasburgo, il Segretario Generale, invitato dal noto anchorman televisivo Luigi Gandi a partecipare ad una tavola rotonda sul problema dei migranti con l’On.le Mara Bizzotto (Lega) e l’On.le Cècile Kashetu Kyenge (PD), ribadisce la necessità di “UN IMPEGNO ITALIANO per UNA SOLUZIONE EUROPEA”.

Il Segretario Generale, Daniele Mariutto, ha affrontato il problema facendo notare che l’Italia per la sua posizione geografica, penisola posta al centro del Mar mediterraneo, è particolarmente esposta ai flussi migratori provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa e diretti verso l’Europa. I migranti che giungono sulle nostre coste infatti per la maggior parte sono intenzionati ad insediarsi in altri Paesi Europei dove la situazione socio-economica è più favorevole di quella italiana, ma per raggiungere la loro meta devono passare per l’Italia meta più prossima per i viaggi via mare.
Il nostro Paese con l’operazione Mare Nostrum ha migliorato la sicurezza delle traversate con i battelli di fortuna nei quali i migranti vengono trasportati dai trafficanti di esseri umani, ma non è in grado di accogliere in via definitiva il numero sempre crescente di profughi che fuggono da Paesi dove guerre e crisi sociali rendono impossibile un clima di civile convivenza. Si pensi all’Irak, alla Siria e alla Palestina in Medio Oriente, e a vari Paesi dell’Africa sub-Sahariana quali Sudan, Ciad, Nigeria nei quali gli scontri armati tra varie fazioni ed etnie sono all’ordine del giorno.
Quindi è necessario l’impegno di tutta l’Europa per accogliere questi migranti, ripartendoli tra i vari Paesi, anche a seconda delle possibilità economiche di ciascuno di essi, perché tutto l’onere di questa catastrofe umanitaria non può essere riversato sulla sola Italia, soprattutto nel momento in cui questo stesso Paese vive per motivi suoi una grave crisi economica e sociale.
Se questa, del coinvolgimento dell’Unione Europea nel suo complesso, è la soluzione giusta per l’emergenza, non si può non ricordare che la soluzione strutturale del problema immigrazione, necessaria prima che la situazione assuma proporzioni incontrollabili, è l’impegno politico ed economico dell’Europa per la pacificazione dei focolai di guerra e di instabilità politica in Africa e in Medio Oriente, condizione che non renda più necessario l’allontanamento dei cittadini di quei Paesi in cerca di una situazione di vita accettabile.
Una politica europea di collaborazione e sviluppo per gli stati confinanti, oltre ad avere ricadute positive anche per la crescita delle economie dei Paesi europei attualmente in difficoltà, risolverà alla radice il problema dell’immigrazione nel quadro di una più ampia stabilizzazione dell’area in cui diritti umani e condizioni economiche dignitose siano offerte a tutti i cittadini, garantendo così la pace e la democrazia.

Il Segretario Generale ha quindi concluso ribadendo la necessità di un impegno italiano per una soluzione europea.