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Archivi del mese: marzo 2017

S.E. L’Ambasciatore ***** Straordinaria presso la Santa Sede, il Comm. Dott. Mauro Tongiorgi.

“Ha sempre saputo cogliere il senso degli avvenimenti, ha sempre saputo affrontare con uguale perizia i temi della politica e dell’economia, i fenomeni socio-culturali, le priorità strategiche, in un continuo esercizio di riflessione, di osservazione attenta e consapevole e d’interpretazione della realtà. Da sempre è descritto quale eccellente negoziatore, ma anche promotore di pace e comprensione tra i popoli.”
Tanto si legge sulla proposta di nomina di S.E. il Comm. Dott. Mauro Tongiorgi ad “AMBASCIATORE ACCADEMICO PER I RAPPORTI CON LA SANTA SEDE”, formulata congiuntamente dal Segretario Generale Dott. Daniele Mariutto e dal Senatore Accademico, Responsabile del Dipartimento Esteri dell’Accademia, Prof. Dott. Roberto Luigi Perrone, al Senato Accademico e quindi al Magnifico Rettore Prof. Dott. Paolo Goliani.
La proposta si è concretizzata, dopo l’unanime voto favorevole dei massimi Organi di Governo dell’Accademia, in un Decreto del Rettore, che “motu proprio” ha voluto nominare l’Alto Dignitario Pontificio anche “Senatore Accademico Effettivo” conferendogli altresì, con formula “donec aliter provideatur” la responsabilità del Cerimoniale dell’Accademia.
S.E. il Comm. Dott. Mauro Tongiorgi, ha accettato le nomine e quindi ad oggi è detentore dei titoli di:
– Senatore Accademico;
– Gran Maestro di Cerimonia e Responsabile dell’Ufficio del Cerimoniale dell’Accademia;
– Ambasciatore Accademico per i rapporti con la Santa Sede.
S.E. il Comm. Dott. Mauro Tongiorgi sta lavorando con particolare dedizione agli interessi della nostra Accademia incrementandone, giorno dopo giorno, il già noto prestigio ed il Segretario Generale ha già

S.E. l’Ambasciatore tra il Segretario Generale (a destra) ed il Primo Consigliere del Rettorato

formulato altre proposte di nomina di rilevante importanza che, per il momento, sono in fase di istruttoria quindi coperte dalla massima riservatezza.
Il Decreto di nomina ad AMBASCIATORE ACCADEMICO PER I RAPPORTI CON LA SANTA SEDE, alla presenza del Segretario Generale, del Vicario Dott. Giuseppe Donato Violano, del Primo Consigliere al Rettorato Cav. Roberto Ballarin Barbarigo Michiel e degli illustrissimi Accademici Maestro Alessandro Giuseppe Ballarin e Dott. Federico Macaddino, è stato consegnato a Sua Eccellenza dal neo Senatore Accademico Onorario Eminenza Reverendissima il Cardinale di Santa Romana Chiesa Josef De Kezel.
Buon lavoro Eccellenza!

S.E.R. Josef De Kesel – Cardinale di Santa Romana Chiesa

Lo stemma araldico di S.E.R. il Card. J. De Kesel

Il Card. De Kesel con il Cerimoniere Vaticano alla Cerimonia di presa di possesso del Titolo.

Il 25 marzo 21017 nell’antichissima Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio in Roma, nel contesto della cerimonia della presa di possesso del proprio Titolo Cardinalizio, il Segretario Generale dell’Accademia, assistito da S.E. l’Ambasciatore Straordinario presso la Santa Sede Comm. Dott. Mauro Tongiorgi, dal Segretario Generale Vicario, Dott. Giuseppe Violano e da altri Accademici, gli ha consegnato il Decreto Rettorale di nomina.
Il Santo Padre, nel concistoro del 19 novembre 2016 lo ha creato Cardinale col titolo di Cardinale Presbitero dei Santi Giovanni e Paolo al Celio.
S.E.R. Card. Josef De Kesel è nato nelle Fiandre il 17 giugno 1947, nella città e diocesi di Gand ed è stato Vescovo ausiliare di Malines-Bruxelles e Vescovo di Bruge. Ad oggi ricopre gli importantissimi incarichi di Arcivescovo metropolita di Malines-Bruxelles, Ordinario militare per il Belgio, Primate del Belgio e Presidente della Conferenza Episcopale del Belgio.
Nel Decreto Rettorale di nomina a Senatore Accademico d’Onore si legge la seguente motivazione:
“Per aver contribuito, con il proprio operato, all’evoluzione del sapere umano, tenendo salti i principi di moralità, onestà e senso civile.”.
S.E.R. il Cardinale ha concesso all’Accademia ed agli Accademici tutti, la Sua particolare Benedizione.
L’illustre Accademico Maestro Alessandro Giuseppe Ballarin, in nome e ricordo dell’Accademia ha voluto donare una sua preziosa creazione in vetro di Murano consistente in un porta penne col blasone araldico dell’Accademia.

Gruppo di Accademici con S.E.R. il Card. De Kesel tra il Segretario Generale (a destra) ed il Vicario (a sinistra)

S.E. Mons. Gino Di Ciocco

Il Segretario Generale, Mons. Di Ciocco, Giuseppe Ballarin, il Comm. Tongiorgi ed il Cav. Roberto Ballarin Barbarigo Michiel

Nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma, il Segretario Generale, Daniele Mariutto, assistito dal suo Vicario, Dott. Giuseppe Violano, da S.E. l’Ambasciatore Straordinario presso la Santa Sede Comm. Dott. Mauro Tongiorgi, dal Primo Consigliere del Rettorato Cav. Roberto Ballarin Barbarigo Michiel e da altri illustrissimi Accademici, ha consegnato il decreto di ammissione a S.E. Monsignor Gino Di Ciocco, Canonico del Capitolo della Basilica Papale, Protonotario di Sua Santità e Cappellano Militare dapprima del Comando Unità Mobili e Specializzate Carabinieri “Palidoro” e poi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Quando veste l’uniforme militare, l’ormai nostro Accademico d’Onore, porta una “greca” ed una “stelletta”: è Generale di Brigata.
Al termine della cerimonia di consegna del decreto di nomina, il prelato, ha voluto guidarci in una visita particolare della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.
Nella motivazione iscritta nel decreto consegnato, si legge: “Per la meritoria e diligente opera svolta nel Suo Ministero Sacerdotale al Servizio di Santa Romana Chiesa e della Repubblica Italiana”.
Benvenuto Monsignor Di Ciocco

 

Venerdì 10 marzo 2017, all’auditorium Trabucchi di Padova, nell’ambito del Seminario di Diritto Tributario della facoltà di Diritto Tributario dell’Università di Padova, il prof. Dario Stevanato, docente di diritto tributario presso la Facoltà di Economia dell’Università di Trieste, ha presentato il libro dal titolo “La giustificazione sociale dell’imposta” (ed. Il Mulino, 2014). Ho risposto con piacere all’invito fattomi dal promotore dell’evento, il prof. Francesco Moschetti (ordinario dell’Università di Padova e punto di riferimento accademico nazionale per il diritto tributario), poiché con l’autore sarebbero stati toccati temi a noi cari e da me già trattati in passati scritti e convegni. La nostra Accademia è stata, quindi, rappresentata all’evento dalla delegazione del Dipartimento Economico-Fiscale, composta dal Segretario Generale dell’Accademia dott. Daniele Mariutto, dall’accademico dott. Giovanni Masi e dal sottoscritto.

L’interessantissimo elaborato di Dario Stevanato del 2014 percorre tutta la storia della tassazione dei cittadini fino ai giorni nostri, ricercando motivazioni e finalità del tributo nei vari periodi storici, distinguendo il “peso sociale” dei vari redditi, al fine di modulare l’imposizione secondo efficienza ed equità, secondo i fini sociali dei redditi e dei patrimoni individuali. Si riallaccia alla teoria della «redistribuzione», dell’utilizzo dell’imposta quale fattore correttivo delle disuguaglianze; si rifà, tra gli altri, a pensatori come Graziotti ed Einaudi, anche da me evocati in scritti del 2013. [1] Quello di Stevanato un testo ideale per coloro che volessero farsi un’idea sintetica della storia della tassazione.

Ma, nello stesso incontro, è stato presentato anche il libro più recente di Dario Stevanato: “Dalla crisi dell’Irpef alla flat tax” – Ed. Mulino. Un testo che pur condividendo i principi di universalità e progressione, ispiratori dei padri dell’IRPEF, ne constata la trasformazione (il tradimento, lo definii io nella relazione in un convegno di Mogliano V.to del 2013 [2] e in quello di Ragusa dell’anno seguente, nei quali affrontai lo stesso tema, seppur con diverse soluzioni) e sancisce il tramonto di quel sistema, difficilmente riformabile poiché, secondo l’autore, l’applicazione di aliquote progressive ai redditi oggi tassati in via sostitutiva e proporzionale implicherebbe la rinuncia a collaudati meccanismi cedolari e maggiorazioni d’imposta difficilmente sostenibili. In risposta, traccia un originale tax design, in cui una ragionevole progressività per deduzione si applicherebbe ad una flat tax: un’imposta ad aliquota piatta con esenzione generalizzata dei redditi di sussistenza. Un’idea interessante e da approfondire, motivo per cui ho chiesto al prof. Stevanato,

a nome dell’Accademia, un prossimo incontro di studio a quattr’occhi. Nel frattempo, come mia abitudine, non ho perso occasione di andare nel pragmatico, chiedendo all’autore il motivo per cui avesse abbandonato qualsiasi speranza di correzione del sistema vigente e, soprattutto, se avesse già quantificato il valore di questa ipotetica aliquota unica IRPEF, poiché è di tutta evidenza che ridurre le aliquote IRPEF ad una, presumibilmente inferiore almeno alla metà delle aliquote attuali, e contemporaneamente allargare la base di esenzione, comporterebbe un sistema insostenibile in termini di gettito per l’Erario (non dimentichiamo che l’IRPEF è la prima imposta in volume d’entrata). E visto che i rumors da bar dello sport, riferiti a Berlusconi prima e a Salvini oggi, evocano addirittura aliquota unica al 15%, ho diligentemente fatto notare al professore che i miei Colleghi di via XX Settembre, simulando l’impatto di una flat tax pura, hanno concluso che non sia possibile scendere al di sotto del 23%. Il prof. Stevanato è stato ancor più prudente, poiché mi ha anticipato di aver individuato un’aliquota intorno al 25%. Ho infine fatto notare al prof. Stevanato che qualsiasi sistema da noi ipotizzabile, non può prescindere da un’Amministrazione finanziaria di tutt’altra efficienza rispetto al problema evasione: non possiamo non rifiutarci di pensare, infatti, che in un Paese come il nostro esistano 12 milioni di esenti IRPEF (erano 10 solo nel 2013), esistano solo 34.000 denuncianti redditi al di sopra dei 300.000 euro (solo io ne conosco almeno una decina), che circa 3,5 milioni di Italiani vivano prevalentemente di rendita, che l’Agenzia delle Entrate vada a recuperare solo 5-6 miliardi evasi sui 120 stimati (prudenzialmente) dall’Istat. Ma su questi argomenti, con mia sorpresa, “sfondavo una porta aperta” o semi-aperta: il prof. Stevanato è stato, infatti, anche autore dell’articolo “Mito e realtà del contrasto all’evasione fiscale” del 25 novembre 2016 (http://www.lavoce.info/archives/44073/mito-e-realta-del-contrasto-allevasione-fiscale/) e si è conseguentemente mostrato interessato ai nostri lavori di analisi sul tema, che ovviamente sono correlati di aspetti ed approfondimenti tecnici non a disposizione del professore. Anche questo sarà, pertanto, oggetto del prossimo auspicato incontro di studio.

[1]<<Cittadini sudditi di un regime ragionieristico>>, in http://www.dirpubblica.it/public/allegati/1246/20130825_QUADERNO(Macaddino).pdf )

[2] Relazione <<Il sistema tributario italiano e la macchina fiscale: contributo alla crisi economica>>, agli atti del Convegno <<La Pubblica Amministrazione come soggetto fondamentale dello sviluppo economico e sociale del Paese>> – Mogliano Veneto (TV), indetto dalla Federazione Dirpubblica con l’ODCEC di Treviso, 14 e 15 dicembre 2013.

 

a cura dell’Accademico Dott. Federico Macaddino 

Responsabile Dipartimento Economico-Fiscale

L’Accademia intera è listata a lutto per l’improvvisa scomparsa della Sig.ra Bruna, madre della nostra accademica ed amica Dott.ssa Cristina Franzin.
Profondamente addolorati, gli Accademici tutti si stringono in un simbolico abbraccio porgendo, non senza commozione, le più più sentite e sincere condoglianze.

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Invitato dal Console d’Ucraina S.E. Signor Marco Toson, il Segretario Generale, Dott. Daniele Mariutto, accompagnato dall’Accademico Dott. Arch. Fausto Gottardo e dal Capo Dipartimento Sicurezza dell’Accademia M.llo M.A. Massimo Peloso, è intervenuto al Business Forum  organizzato dal Console Onorario d’Ucraina a Padova, che si è tenuto la sera del 1 Marzo a Venezia nel meraviglioso contesto di Palazzo Ca’ Vendramin, con il patrocinio del Comune di Venezia e con la collaborazione dell’Ambasciatore d’Ucraina in Italia S.E Yevhen Perelygin e della Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni.

Per impegni istituzionali, con molto rammarico, non è potuto essere presente il Senatore Accademico Dott. Roberto Luigi Perrone nella sua veste di Capo Dipartimento Affari Esteri dell’Accademia.

All’evento sono state presentate concrete opportunità d’affari per le imprese venete in Ucraina, considerando l’integrazione del Paese in Europa, con l’illustrazione di casi di aziende del Nord Est che hanno avuto successo sul territorio ucraino.

Il Segretario Generale, S.E. L’Ambasciatore Ucraino in Italia e S.E. il Console d’Ucraina

Al termine dell’evento, l’Ambasciatore d’Ucraina in Italia S.E. Yevhen Perelygin, assieme al Console d’Ucraina a Padova S.E. Marco Toson, si è reso disponibile ad incontrare personalmente tutti i partecipanti interessati ad avere maggiori informazioni per futuri progetti di collaborazione con il Paese Ucraina.

S.E. L’Ambasciatore, ha colloquiato anche con la nostra delegazione, ed il Segretario Generale che ha voluto evidenziare l’importanza della scienza nello sviluppo di un paese, in particolare, ha fatto notare che il desiderio di ricercare, e cioè conoscere, è l’espressione concreta di uno degli istinti più profondi dell’essere umano, che ci caratterizza in quanto tali: la “curiosità”.

È la “curiosità” che ha guidato tutto il processo di evoluzione, che ha portato l’uomo a uscire dalle caverne e conquistare la Luna.

Il Segretario Generale si è soffermato a lungo sulle importanti personalità presenti in Accademia, evidenziando in particolare la presenza della Senatrice Accademica, nata in Ucraina, Viktoria Donchenko Koroliouk: Ph.D. in biologia molecolare e cellulare, Ingegnere con specializzazione in  energia e calore, la quale ha contribuito alla ricerca internazionale, italiana ed ucraina, è autrice di diverse pubblicazioni scientifiche in campo medico e di brevetti nel campo del risparmio energetico.

Il Segretario Generale ed il Capo Dipartimento Sicurezza dell’Accademia

La nostra Senatrice Accademica è una imprenditrice italiana che da molti anni lavora, in stretto contatto con l’Accademia delle Scienze Ucraina ed in collaborazione con alcuni Istituzioni Scientifiche dell’Ucraina. E’ fautrice della petizione al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano per l’intervento a livello europeo a difesa del Popolo Ucraino.

I Diplomatici interlocutori, si sono dichiarati molto interessati ai discorsi fatti ed hanno espresso la volontà di discutere con più calma sulle forme di collaborazione che si potrebbero instaurare tra la nostra istituzione e la Repubblica d’Ucraina, incontrandoci all’Ambasciata d’Ucraina a Roma entro breve tempo.

Il Segretario Generale si è poi intrattenuto con diversi Manager d’industria che operano nei settori della moda, in quello medicale e nel “Food & Wine”, nonché con il Dott. Diego Cancian, consulente per i Fondi Europei, che ha presentato alcuni progetti tra cui quello di tenere Corsi finanziati di Management per la formazione e l’internazionalizzazione delle aziende verso i mercati dell’Est.

 Il grande successo riscosso dall’evento è testimonianza tangibile di un avvicinamento sempre più concreto tra le due realtà Italia – Ucraina.