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Archivi del mese: Marzo 2020

Due brevi e doverose premesse: parliamo di Pandemia influenzale come una condizione determinata da un virus dell’influenza che diffondendosi su scala mondiale colpisce una vasta popolazione.

Nel ventesimo secolo abbiamo avuto tre Pandemie nel 1918 nel 1957 e nel 1968 (spagnola, asiatica e Hong Kong). Virus (dal latino veleno) è un microorganismo parassita cioè ha bisogno di un ospite per riprodursi.

Le precedenti pandemie influenzali ci hanno insegnato che è impossibile sia contenere il virus nel luogo di insorgenza sia prevenirne la diffusione.

Il Prof. Domenico BILLECI – Neurochirurgo e Prorettore dell’Accademia

Nel caso specifico, per il COVID19 (sindrome respiratoria acuta grave) è molto difficile avere a disposizione un vaccino prima di molti mesi e ovviamente non abbiamo farmaci che sicuramente possono antagonizzare il virus. Negli ospedali la battaglia si combatte curando i casi di polmoite interstiziale spesso grave come si può: sostenendo le difese generali, curando eventuali sovrainfezioni batteriche con i comuni antibiotici e in caso di insufficienza respiratoria grave, ricoverando il paziente nelle terapie intensive o nelle rianimazioni per sostenere il respiro e quindi l’ossigenazione polmonare anche con metodiche invasive quali l’intubazione(respirazione assistita).

L’unica cosa che oggi possiamo fare è rallentare la trasmissione: Come? Attraverso quello che la scienza definisce e ”distanziamento sociale” che si concretizza con L’isolamento domiciliare(bisogna restare a casa più possibile evitando i luoghi di aggregazione, rispettando le distanze);

Quarantena dei soggetti esposti; Chiusura delle scuole e di tutti i centri di aggregazione(sportivi e culturali);

Tracciatura dei contatti;

Igiene maniacale delle mani evitando i contatti con il viso(naso occhi e bocca);

Avvisare immediatamente se si hanno sintomi influenzali(tosse, febbre soprattutto) attraverso il 112. Tutto ciò fatto nella sua totalità consente:

  1. Ridurre il picco epidemico guadagnando tempo affinchè le strutture sanitarie siano in grado di organizzarsi
  2. Si evita il collasso delle strutture sanitarie
  3. Gli ospedali possono meglio gestire specie quei casi che necessitano ricovero in ospedale.

Forse abbiamo già perso del tempo ma sarebbe diabolico adesso non mettere in atto tutto ciò. Questa volta sta in ognuno di noi avere una civile responsabilità.

Sperando di essere stato chiaro e di aver dato una seria informazione ringrazio tutti gli Ill.mi Accademici e chi leggerà questo articolo.